L’OSTE

L’OSTERIA DELLA LUNA PIENA

 

É una locanda malfamata di Milano frequentata da ladri e borsaioli. Renzo vi si reca in compagnia dello sbirro travestito che vuole portarlo al Palazzo di Giustizia, credendolo uno dei capi del tumulto di San Martino a causa del discorso con cui ha arringato la folla.

Con la complicità dell’oste tenta di estorcergli le generalità. Renzo si ubriaca e cade nella trappola del poliziotto che riesce in questo modo a spiccare  un mandato di cattura. Riesce a  fuggire  grazie  all’intervento  di  altri  popolani e ripara nel Bergamasco.

La disavventura  servirà da lezione e da quel momento  non si avventurerà più in alcuna locanda.

Alla  conclusione del  Romanzo dirà, come morale, di aver imparato               “a non alzare troppo il gomito”.

“Che i due descritti di sopra stessero ivi ad aspettar qualcheduno, era cosa troppo evidente; ma quel che più dispiacque a don Abbondio fu il dover accorgersi, per certi atti, che l’aspettato era lui. Perchè, al suo apparire, coloro s’eran guardati in viso, alzando la testa, con un movimento dal quale si scorgeva che tutt’e due a un tratto avevan detto: è lui; quello che stava a cavalcioni s’era alzato, tirando la sua gamba sulla strada; l’altro s’era staccato dal muro; e tutt’e due gli s’avviavano incontro.”

 

PROPRIETARIO: Marinello Marco
INDIRIZZO: Via Umberto
ILLUSTRAZIONE: Capitolo I
FRASE: “Due uomini stavano, l’uno dirimpetto all’altro”